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sabato 15 settembre 2018

9/11

Trovandomi in questi giorni a New York, l'11 settembre ho sentito il bisogno di recarmi a Ground Zero. Non ho partecipato a manifestazioni ufficiali, semplicemente mi sono unita alla folla delle migliaia di persone che, come me, hanno voluto portare un fiore, un momento di raccoglimento e un pensiero a quanto successe 17 anni fa.

Le fontane semplicissime che ricoprono esattamente il perimetro dove c'erano le Torri Gemelle con le loro linee essenziali rappresentano in modo sublime l'assenza delle persone scomparse e delle opere faticosamente costruite. La ferita è molto grande e ancora molto fresca, colpisce vedere la distesa di fiori e di bandierine infilzate nelle scanalature delle scritte con i nomi di tutte le vittime. Quasi non riesco a pensare al dolore di chi ha perso persone care in quella tragedia assurda che non si può chiamare altro che guerra dello stato islamico ai valori di libertà dell'Occidente.

Eppure colpisce vedere le luci intorno sparate fino al cielo, il luogo perfettamente ricostruito, pulito, animato di nuove attività. In particolare, colpisce vedere la nuova torre One World Trade Center, bellissima e stasera illuminata ancora di più. E' stata inaugurata l'11 settembre del 2011, esattamente dieci anni dopo la distruzione delle Torri Gemelle, e sta lì per dire al mondo che l'Occidente non si arrende all'oscurantismo.

Poi guardo la folla, la stessa folla che vedo in qualunque blocco di New York, e vedo un'umanità colorata, mescolata, orgogliosa. A quel punto mi chiedo: "Salvini, chi?"

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