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giovedì 5 luglio 2018

Normalità

Mio papà era una persona molto equilibrata e garbata, si stupiva delle stranezze del mondo e diceva: "Ai va nen tant a esi normal" (traduzione per non piemontesi: "Non ci vuol molto per essere normali"). Ripenso spesso alle parole di mio papà perché oggi essere normali sembra una cosa straordinaria e il mondo, almeno quello che traspare dalle cronache e dalla politica, appare popolato da supereroi o uomini qualunque.
 
Ci sono supereroi che trascinano il popolo con sogni impossibili, gatti e volpi capaci di raccontare meraviglie sul paese dei balocchi, quindicenni che scalano le classifiche dei libri descrivendo la collezione di cover del loro telefonino. A volte durano lo spazio di un mattino, ma possono fare danni anche gravi perché riescono a trascinare nella follia la folla di uomini qualunque.

Gli uomini qualunque si lasciano affascinare da apparenze e stravaganze, si appassionano più ai gattini che ai bambini, reagiscono agli stimoli con la pancia, come se avessero dimenticato di possedere un cuore e un intelletto.

Le persone normali non sono uomini qualunque né supereroi, ma persone equilibrate e garbate, curiose e convinte di poter migliorare il mondo con le loro azioni quotidiane. Lavorano, studiano, puliscono, inventano, a volte soffrono, sempre tendono la mano.

Si potrebbe fare un bel passo avanti in politica se i partiti che oggi si trovano smarriti all'opposizione sapessero recuperare semplicemente la capacità di parlare con le persone normali.

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